L’Esame di Maturità 2026 è già sulla bocca di tutti, anche se mancano ancora mesi al suono della prima campanella d’inizio. Nelle scuole si respira un misto di ansia, curiosità e speranza, perché il Ministero dell’Istruzione e del Merito ha annunciato importanti novità che cambieranno la struttura dell’esame.
Molti studenti si chiedono: “Sarà più difficile? O ci aiuterà a dimostrare meglio ciò che sappiamo davvero?” La verità, come spesso accade, sta nel mezzo. Le modifiche introdotte non vogliono spaventare, ma rendere la Maturità più equa e più vicina alla realtà scolastica e personale di ciascuno studente.
Prima di capire nel dettaglio cosa cambierà, fissiamo sul calendario le date ufficiali della Maturità 2026:
Mercoledì 17 giugno 2026 – Prima prova scritta di Italiano, comune a tutti gli indirizzi.
Giovedì 18 giugno 2026 – Seconda prova scritta, diversa a seconda dell’indirizzo di studi.
Da lunedì 22 giugno 2026 – Colloqui orali, che si svolgeranno secondo il calendario stabilito da ciascuna commissione.
Come sempre, la commissione sarà mista, composta da tre commissari interni, tre esterni e un presidente esterno. Ma ciò che cambia non è tanto chi giudicherà gli studenti, quanto come verranno giudicati.
Le novità della Maturità 2026 non sono poche e toccano diversi aspetti: dalle prove scritte alla valutazione complessiva, fino al modo in cui si terrà il colloquio orale. Ecco un riassunto chiaro e completo delle principali modifiche:
Nuova struttura del colloquio orale
Il colloquio non sarà più una semplice “interrogazione finale”, ma un percorso multidisciplinare costruito attorno a un nucleo tematico scelto dalla commissione. L’obiettivo è valorizzare la capacità degli studenti di collegare le conoscenze e ragionare in modo critico, non solo di ripetere.
Più peso ai crediti scolastici
I crediti ottenuti durante il triennio conteranno fino a 50 punti su 100, contro i 40 delle precedenti edizioni. Questo significa che l’impegno costante, giorno dopo giorno, sarà ancora più premiato.
Prima prova con tracce più aperte e creative
Le tipologie testuali della prima prova verranno ampliate. Oltre all’analisi del testo e al saggio breve, ci saranno proposte più narrative e riflessive, pensate per permettere a ciascuno di esprimere il proprio punto di vista e la propria originalità.
Seconda prova mista e interdisciplinare
In molti indirizzi, la seconda prova non verterà più su una sola materia caratterizzante, ma potrà coinvolgere due o più discipline, con l’intento di simulare situazioni più realistiche e di valutare le competenze trasversali degli studenti.
Valutazione più trasparente
Ogni fase dell’esame sarà accompagnata da griglie di valutazione nazionali, pubblicate in anticipo, per garantire uniformità e chiarezza nei criteri di giudizio.
Punteggio finale su 100, ma con maggiore peso alla crescita personale
I punteggi restano invariati nella scala, ma cambiano nella sostanza: i commissari potranno valorizzare progetti personali, esperienze PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) e iniziative extrascolastiche che abbiano avuto un impatto significativo sul percorso di crescita dello studente.
Perché il Ministro Giuseppe Valditara ha deciso di introdurre queste novità?
La risposta ufficiale è chiara: restituire valore al merito, ma anche riconoscere la complessità del percorso di ogni studente.
Negli ultimi anni, la Maturità è stata spesso accusata di essere troppo “standardizzata”, di premiare chi ha più memoria o più fortuna con le tracce. Con le modifiche del 2026, l’intento è opposto: mettere al centro la persona, non solo la prestazione.
Valditara ha dichiarato che “la scuola deve essere un luogo dove si impara a pensare, non solo a rispondere”, e questa filosofia è alla base del nuovo esame.
L’aumento dei crediti e la valorizzazione del percorso individuale servono proprio a premiare la costanza, la curiosità e la crescita personale, elementi che spesso sfuggono ai numeri ma definiscono la maturità vera.
Inoltre, l’introduzione di prove più aperte e interdisciplinari mira a rendere l’esame più vicino al mondo universitario e professionale, dove non esistono risposte uniche ma capacità di analisi, creatività e spirito critico.
Quindi, la Maturità 2026 sarà più difficile? Di certo sarà più impegnativa, ma non necessariamente più difficile. La questione non sarà solo “superare un esame”, ma di dimostrare chi si è diventati dopo cinque anni di crescita, di scelte, di errori e di esperienze.