Sulla scuola pubblica italiana c’è una cosa da dire fin da subito: funziona piuttosto bene. Magari non a tutti sembra così, anche perché è più comune vedere le situazioni che non funzionano e dare per scontate quelle che funzionano. Oppure perché non sempre si conosce davvero la situazione all’estero. In Italia si può scegliere serenamente fra istituti pubblici e scuole private paritarie perché il livello è equiparabile, mentre in altri Stati la scelta di un istituto privato è molto più ricercata perché le differenze di risultato sono notevoli.
Da noi invece si sceglie per valutazioni personali o mettendo a confronto i singoli istituti, sapendo però di poter trovare qualcosa di buono ovunque e ovviamente anche qualcosa che non funziona. È quanto emerge dal Piano straordinario di vigilanza messo in atto dal Ministero dell’Istruzione, una indagine che ha riguardato 70 scuole superiori paritarie fra Lazio, Campania e Sicilia: 47 di queste sono risultate irregolari e rischiano di perdere l’accreditamento. Le irregolarità andavano dalla carenza di aule e laboratori fino alla mancanza di abilitazione per gli insegnanti. Una prova concreta del fatto che non sempre pagando si ottiene di più.
Ecco perché conviene valutare ogni situazione e non avere preconcetti fra scuola pubblica e privata. Oggi poi si può contare anche su una terza via, un tempo inesistente: la scuola online. Con un pc e una connessione si può ottenere il diploma anche se non si ha modo o tempo di entrare in classe ogni mattina.
La prima evidente differenza fra scuola pubblica e privata è ovviamente la retta: negli istituti statali si pagano solo i libri, gli istituti privati chiedono una retta mensile che può essere più o meno onerosa.
Le altre differenze sono nella gestione dell’insegnamento, pur ricordando sempre che il programma ministeriale in base agli indirizzi di studi scelto è sempre lo stesso. Nella scuola pubblica i docenti vengono assegnati in base alle graduatorie: il Dirigente può poi solo assegnarli alle diverse classi. Nelle scuole private invece la libertà di scelta del personale è più ampia, quindi in teoria dovrebbe essere più facile trovare una continuità didattica grazie alla presenza di personale assunto a tempo indeterminato.
La differenza più evidente potrebbe esserci nelle attività extrascolastiche, come corsi di approfondimento di lingue straniere o gite scolastiche. L’offerta formativa di un istituto privato dovrebbe caratterizzarsi proprio per questi elementi, potendo il Dirigente organizzare il proprio personale e anche avendo – almeno in teoria – maggiori fondi su cui poter contare.
Tra i due “contendenti” spunta la terza via: la scuola online: studiare da casa in streaming è una soluzione per coloro che non hanno la possibilità di andare in classe. Molto spesso si tratta di adulti che vogliono recuperare gli anni persi e ottenere il diploma. Altre volte sono ragazzi che per motivi diversi non possono frequentare la scuola: magari viaggiano per il lavoro dei genitori o sono atleti professionisti impegnati con allenamenti e trasferte.
A prescindere dai motivi, il valore legale e didattico della scuola online è paragonabile a quelle tradizionali. Basta scegliere con cura la scuola adatta a sé e più affidabile e poi, ovviamente, impegnarsi sui libri.