Perché scegliere gli istituti tecnici, soprattutto dopo la Riforma Gelmini

Perché scegliere gli istituti tecnici, soprattutto dopo la Riforma Gelmini

La formazione tecnica è stata per molti anni sottovalutata. Se pensiamo, però, che le aziende italiane (secondo le statistiche) cercano 300mila tecnici ma non riescono ad esaudire la richiesta, c’è da tirarsi i capelli. In un momento dove l’occupazione è un bene per pochi, infatti, gli istituti tecnici sono seriamente da prendere in considerazione poiché rappresentano un trampolino di lancio prezioso. Questo senza considerare che si è voluto dare loro comunque una buona base di preparazione generale che gli consente di essere una scuola discreta anche per proseguire eventualmente gli studi universitari.

Queste scuole, insomma, oggi sono davvero ottime, di stampo moderno, innovativo e di spirito lungimirante. Avere un diploma di questo tipo è spesso sinonimo di occupabilità. È per questo probabilmente che negli ultimi due anni in particolare c’è stato un vero e proprio boom di questi indirizzi di studi. Questo sia per quanto riguarda la scuola di stampo tradizionale, cioè con frequenza nell’istituto, sia per quanto concerne le scuole online telematiche.

 I nuovi istituti tecnici: come sono

Gli istituti tecnici con la Riforma Gelmini sono stati ridotti e rivoluzionati. Innanzitutto sono cambiati in numero. Ma è cambiato poi di fatto anche lo spirito stesso della scuola che si inserisce oggi in un ambito di respiro europeo e globale, il che garantisce una preparazione più completa e al passo con i tempi. Con la riforma Gelmini gli istituti tecnici si esauriscono in 2 settori (anziché 10) con 11 indirizzi (anziché 39).

Nei diversi indirizzi ci sono diversi rami che si diversificano per il triennio con specifiche materie di indirizzo. Tutti gli istituti sono stati modificati e ideati per consentire al diploma di conoscere una professione o un mestiere, così da inserirsi nel mercato del lavoro senza problemi. Considerando che la formazione ha come obiettivo l’occupabilità e queste scuole sono in grado di darne anche di livello, dovrebbero essere considerate valide scelte, a differenza di quello che si è pensato fino a qualche anno fa.

“Cosa fare da grande”

Mettersi a pensare a 14 anni che cosa si vuole fare “da grande” è molto presto, tuttavia sarebbe davvero utile iniziare a farsi questa domanda. Se non si sa dire (com’è naturale) magari che tipo di lavoro specifico, di sicuro si può avere un’idea della propria predisposizione. In tutti i casi dobbiamo ricordare che i nuovi istituti tecnici forniscono una solida base innovativa per proseguire gli studi in diversi indirizzi, anche se è ovvio che sono particolarmente adatti a determinate strade da intraprendere.

Il respiro innovativo di tali scuole fa sì che esse formino lo studente sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione specie di tipo professionale sia a livello nazionale che internazionale di stampo europeo. Anche se oggi già i giovani utilizzano naturalmente gli strumenti informatici, è tuttavia altrettanto vero che ne hanno una conoscenza frammentaria che va completata e poi attestata con certificazioni ufficiali poi spendibili nel mondo del lavoro e delle università.

Il vantaggio degli istituti tecnici è quello di consentire a chi li frequenta di gettarsi subito dopo il diploma nel mondo del lavoro, iniziando così ad arricchire il proprio curriculum e a fare carriera. Molti quadri di azienda sono costituiti proprio da queste figure che si affiancano anche a coloro che hanno una preparazione universitaria. Con questo ovviamente non si vuole di certo sminuire tale formazione di alto livello. È pur vero che l’esperienza sul campo ha comunque un valore inestimabile in diversi settori e chi si diploma all’istituto tecnico ce l’ha.