didattica online

Didattica online ai tempi del Covid-19: come sta andando?

Dopo l’approvazione del decreto sulla scuola in tempi di Coronavirus, il mondo della scuola ha dovuto reinventarsi e aggiornare i propri metodi riprendendo quelli che già da tempo si stavano utilizzando, ad esempio, nelle scuole online. Improvvisare di punto in bianco un sistema di questo tipo non è però stata cosa facile e infatti i problemi che si sono manifestati sono diversi.

Se da una parte la scuola italiana non è uniformemente preparata per la didattica online, dall’altra non tutti gli studenti avevano gli strumenti per poter aderire facilmente a questo sistema. Si calcola infatti che un 20% degli studenti siano rimasti tagliati fuori dalla didattica a distanza. Una percentuale per la quale è necessario muoversi al fine di ridurla a zero.

In generale pare ci sia l’idea di arrangiarsi in qualche modo per poter concludere l’anno ormai agli sgoccioli e di riorganizzarsi invece al meglio per settembre (anche se si spera ovviamente in un ritorno sui banchi). Questi ultimi mesi, quindi, pare che si raccoglieranno i cocci di una scuola non aggiornata con il buon proposito di effettuare i necessari miglioramenti sotto il punto di vista tecnologico e di preparazione dei docenti relativamente alle nuove tecnologie (non tutti si sono dimostrati proprio “a loro agio” con la didattica online).

I sindacati dal canto loro hanno recriminato al Ministero il loro mancato coinvolgimento nell’organizzazione del sistema.

I problemi della didattica online della scuola pubblica

Insegnanti impreparati alle tecnologie e lezioni “recitate”

In alcuni casi gli insegnanti, quelli più giovani, si sono subito riorganizzati in qualche modo per poter offrire agli studenti strumenti e lezioni adeguate ai nuovi sistemi. In altri casi, nella maggior parte, purtroppo, ci si è limitati a riprodurre in qualche maniera la lezione di classe che tuttavia applicata a queste tecnologie risulta del tutto inadeguata, impersonale e fredda.

Risposta passiva degli studenti e disuguaglianze fra gli stessi

Di fronte a questo panorama è chiaro che gli studenti rimangono nella maggior parte dei casi pressoché impassibili e perdono interesse negli insegnamenti, anche coloro che invece in classe erano diligenti ed attenti. Ad aggravare la situazione c’è un acuirsi delle disuguaglianze fra i ragazzi.

Da un lato il motivo è la mancanza di disponibilità degli strumenti necessari: non tutte le famiglie infatti avevano e hanno i mezzi tecnologici per accedere correttamente ed adeguatamente a questo tipo di servizio.

Dall’altra non c’è sempre da parte dei genitori la possibilità di seguire da vicino i ragazzi per impegni lavorativi (benché a distanza) o di altro per competenze degli stessi. Si tratta di problemi che non si risolvono dall’oggi al domani e questo è in questo problema un problema grosso.

Didattica online: come fanno le scuole online a funzionare così bene?

Di fronte ad un panorama così contorto e complicato sono in tanti in Italia oggi a chiedersi come facciano a funzionare bene le scuole telematiche che sulla didattica online basano tutto il loro insegnamento. La risposta è semplice: organizzazione e lavoro costante per rispondere ad ogni problematica che si è potuta presentare nel corso del tempo.

Il sistema oggi, di conseguenza, è davvero impeccabile, funzionale, pratico e non a caso chi ha provato questo sistema di norma non lo lascia più. Chi l’ha utilizzato per le scuole superiori infatti tende a mantenerlo anche per conseguire la laurea.

Per gli studenti è stata sviluppata una piattaforma di e-learning dalla quale si accede comodamente e in modo semplice alle video-lezioni in diretta, durante le quali si può interagire con la classe, ai materiali e con la quale è anche possibile interagire con tutor e insegnanti per chiedere aiuto o delucidazioni.